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INFO CASHMERE

INFO CASHMERE

 

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Le storie sul cashmere sono tante e non tutte vere.

Noi vogliamo solo darvi alcune informazioni che vi permettano di conoscere quello che è fondamentale sapere per apprezzare un prodotto meraviglioso che nasce da questa preziosa capra. Così non lo confonderete mai con le tante “bufale” che si trovano in giro.

 

ico.gif ... Ha un nome che sa di antico e selvaggio. La capra dal cui pelo si ricava la lana cashmere. Si chiama Hircus e già 7500 anni fa gli uomini l'allevavano in Asia, nelle regioni più fredde e impervie della catena dell'Himalaya. Oggi le Hircus brucano e forniscono lana nel Singkiang, nel Tibet, in Cina, Mongolia, Kurdistan, Tsiughai e India. Nel Kashmir, regione limitata a una piccola provincia sita nell'India nordoccidentale e che ha dato il nome al pregiatissimo tessuto cashmere, si lavorava il pelo delle capre Hircus già ai tempi del Gran Mogol.

ico.gif ... La capra Hircus è un bell'animale robusto, vitale, che regge le temperature più rigide. Di taglia media, ha corna sviluppate e barba. Il pelo della capra Hircus è in genere bianco - colore che costituisce il maggior pregio - oppure bruno o grigio. Il pelame è lungo e grossolano, ma nasconde un duvet morbido, serico, pregiatissimo, da cui si ricava il cashmere. Il duvet è una calda intercapedine che permette alle capre di mantenere una temperatura corporea normale nei freddi climi delle impervie montagne dell'Asia. Il duvet viene raccolto nel mese di giugno. Le Hircus cedono il loro pelo con la pettinatura. La razza Hircus si è incrociata via via nel tempo, diffondendosi in regioni più vaste. Le capre allevate in Cina e in Mongolia interna danno il duvet migliore ...

ico.gif ... Si fa presto a dire CASHMERE. In teoria una capra Cashmere potrebbe vivere bene più o meno dappertutto. In realtà le capre di razza Cashmere più pregiate hanno un vero e proprio pedegree, che ne attesta la qualità. C’è un dato fondamentale che fa la selezione. La capacità di resistere al un freddo fino a meno 30° C. Ci vuole un vello forte e resistente, ma soprattutto ci vuole un fitto e caldissimo sottovello. Questo fa la differenza. Ed è per questo che non tutte le capre sono uguali.

ico.gif ... Si chiama DUVET, ma non è un piumino. Ogni capra Cashmere ha un vello con un pelame lungo e relativamente grosso. Ma non è questa la parte più preziosa. Il tesoro sta sotto: un sottovello morbidissimo e soffice, quasi fioccoso. Viene chiamato Tiflit o anche Duvet. Il colore più pregiato è il bianco. Una capra adulta ne produce circa 200 grammi in un intero anno. Il tesoro è questo: e va trattato con la massima cura.

ico.gif ... Pettinare è diverso che tosare. Il Cashmere costa molto e vale molto perché ce n’è poco. Infatti le capre Cashmere non si tosano, si pettinano per circa trenta minuti e solo una piccola parte di quello che proviene dalla pettinatura del sottovello, fatta nel mese di maggio/giugno, quando c’è la muta del pelo, è adatta ad essere filata. Si procede infatti al minuzioso lavoro di ejarratura che consiste nel separare le fibre più grosse dal finissimo Duvet. Solo questo è il Cashmere autentico.

ico.gif ... Il Cashmere nasce in oriente, ma è lavorato in Italia. Il Cashmere autentico nasce in oriente, ma le sue qualità vengono esaltate dal finissimo lavoro artigianale italiano. Infatti è solo l’arte italiana di poche e qualificate filature che permette di trasformare la nobile fibra che all’origine ha un diametro di 15/16 micron in filato titolo 2/28000. Il Maglificio Dalmine sceglie i filati di Cashmere Loro Piana che danno la certezza di qualità ottimale e costante. È questo il punto di partenza del nostro lavoro.

ico.gif ... Adesso che lo conoscete bene, trattatelo bene. Una maglia in Cashmere è destinata a durare a lungo e a scaldarvi anche il cuore. Per trattarla bene basta seguire poche semplici regole. È fatta di una fibra viva: quindi lasciatela riposare, evitando di indossarla per giorni consecutivi. Non lavatela mai a secco, ma con acqua fresca, a temperatura ambiente, che sia costante anche nel del risciacquo, per evitare che il capo modifichi l’aspetto e la mano. Il Cashmere ama saponi neutri e non necessita di ammorbidenti: anzi, con i lavaggi diventa sempre più morbido. Asciugatelo in orizzontale, mai vicino a fonti di calore o al sole diretto. Prima di indossarlo pettinatelo con una spazzola morbida che raccoglierà il “pilling”, dovuto spesso a minuscoli granelli di polvere che si addensano attorno alla fibra.